La Prostata

La prostata è un organo fibromuscolare e ghiandolare di cui solo gli uomini sono dotati, delle dimensioni di una castagna, che si trova al di sotto della vescica e circonda l'uretra. E’ composta da una zona periferica, una centrale, una di transizione, una porzione anteriore ed una sfinterica preprostatica, tutte poi contenute all’interno di una capsula fibrosa che la isola dagli altri organi adiacenti quali il retto, la vescica ed i muscoli del piano perineale

Riveste una importante funzione nella produzione del liquido seminale poiché fornisce componenti fondamentali alla sopravvivenza e alla qualità degli spermatozoi. Pertanto alcune alterazioni della struttura e dello stato dell’organo possono influenzare la fertilità maschile.

La Prostata può essere la sede di malattie, quali:

  1. Prostatite
  2. Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)
  3. Tumori maligni  (Adenocarcinoma Prostatico)

Prostatite

E’ una infiammazione della prostata e può essere di diverso tipo e origine. Le cause di prostatite sono molteplici e non sempre agevoli da identificare. Le ragioni del processo flogistico non sono sempre chiare; solo in una piccola percentuale dei casi, infatti, la prostatite è dovuta ad un'infezione batterica (per lo più da germi intestinali). Più spesso (oltre il 90% dei casi), non è possibile riconoscere una vera e propria causa; si ipotizza, in queste circostanze, la partecipazione di più fattori predisponenti, come stress, disordini immunitari, alterazioni dell’alvo, lesioni di natura traumatica-microtraumatica, ecc.  Un ruolo importante è sicuramente da attribuire allo stimolo irritativo causato da regimi alimentari non corretti (eccessiva assunzione di alcool, cibi elaborati e piccanti, ecc) così come da abitudini comportamentali ( l'uso di cicli e motocicli che possono alterare il normale funzionamento della ghiandola prostatica).  I sintomi principali della prostatite dipendono dal grado di infiammazione e sono rappresentati da dolore/sensazione di fastidio nella regione sovrapubica e del retto, senso di peso e disturbi della minzione (sempre presenti); bruciori e stimoli frequenti. In caso di forma acuta può essere presente febbre. Nella prostatite cronica possono osservarsi in forma attenuata e recidiva tutti i sintomi appena descritti.

La diagnosi di prostatite e’ clinica, la diagnostica serve per escludere altre patologia e per definire severita’ e tipo di prostatite. Fanno parte della diagnostica l’  esplorazione rettale, per valutare posizione e dimensioni della prostata, esami batteriologici sulle urine e sul liquido seminale per verificare la presenza di batteri, ecografia addominale che consente di indagare con accuratezza tutto l’ apparato urinario. Utile eseguire il questionario NIH-CPSI per valutare gravita’ sintomi e monitorare i miglioramenti nelle terapie.

Le prostatiti si curano con farmaci antinfiammatori e/o antibiotici e/o alfalitici (farmaci che attraverso il rilasciamento della muscolatura del collo della vescica e dell'uretra prostatica favoriscono lo svuotamento delle urine).Sono molto utilizzati i fitoterapici. Inoltre sono indispensabili corretti regimi alimentari (riducendo, almeno nella fase acuta della malattia, i cibi piccanti, quelli fritti, uva, pomodori, cioccolato, insaccati, acciughe, bevande gassate e gli alcolici) e corretti stili di vita (praticare dell’attività fisica, evitando però quelle attività sportive, quali cyclette, ciclismo ed equitazione, che provocano traumi alla ghiandola prostatica)

Ipertrofia prostatica benigna

L’ingrossamento della porzione interna della ghiandola (ipertrofia prostatica) determina una ostruzione al deflusso delle urine dalla vescica. I segni più caratteristici sono la frequenza dello stimolo diurno e notturno alla minzione (pollachiuria / nicturia), mitto più debole e difficoltoso che termina di solito con uno sgocciolamento prolungato. A lungo andare l’ostruzione al deflusso urinartio può portare ad ipertrofia della parete vescicale, residuo post-minzionale, diverticoli vescicali, calcolosi vescicale secondaria, ed in casi estremi, insufficienza renale ed idronefrosi mono o bilaterale

La terapia dell’IPB ha lo scopo di rimuovere l’ostruzione e ripristinare un corretto deflusso urinario e svuotamento vescicale. Può essere di tipo medico o chirurgico. La terapia farmacologica si avvale dell'uso degli alfa-litici ed anti-androgeni periferici quali la finasteride e la dutasteride che inibiscono la crescita volumetrica dell'adenoma prostatico riuscendo inoltre in una buona percentuale dei casi anche ridurne il volume. Vengono anche utilizzati prodotti fitoterapici (estratti vegetali) la cui azione non è ben nota ma che sembrano agire sulla componente infiammatoria.

La terapia chirurgica può essere endoscopica – TURP (Transurethral resection of prostate - intervento chirurgico tradizionale che si esegue senza "taglio" ma con uno strumento chiamato resettore che introdotto nel canale urinario attraverso il pene consente l’asportazione del tessuto dell’adenoma prostatico) o a Cielo Aperto (Adenomectomia trans vescicale, intervento che si esegue con un accesso addominale sovrapubico riservato alle prostate di grosse dimensioni.

Il carcinoma della prostata

Il tumore della prostata è oggi fra le neoplasie più comunemente diagnosticate,costituendo il 20% circa di tutti i tumori di nuova diagnosi. Attualmente è la causa più comune di morte per cancro (circa l’ 11%),avendo ormai superato il carcinoma bronchiale. E’ raramente riscontrato prima dei 40 anni,essendovi un incremento dell’incidenza e della prevalenza con l’aumentare dell’età. Nelle fasi iniziali il tumore può essere asintomatico. Un semplice prelievo di sangue consente di verificare il livello di una sostanza detta PSA (antigene prostata-specifico) proteina che viene secreta dalla prostata, una piccola quantità della quale è normalmente presente nel sangue. I pazienti affetti da cancro della prostata tendono ad avere un livello di PSA più alto nel sangue Altre indagini che vengono eseguite per la diagnosi sono: l’Esplorazione Digito-Rettale l’Ecografia prostatica con sonda transrettale, impiegata per l’esecuzione delle Biopsie Prostatiche. La biopsia prostatica costituisce l’unico elemento di certezza per formulare diagnosi di tumore prostatico. Nelle fasi precoci ( tumore localizzato nell’interno della ghiandola prostatica e senza segni clinici di metastasi a distanza) ed in soggetti di età inferiore ai 70-75 anni, l’intervento chirurgico di Prostatectomia radicale (laparoscopica, robotica o a cielo aperto), e' attualmente considerata il "gold standard". Consiste nel rimuovere in blocco la ghiandola prostatica e le vescicole seminali. In soggetti con tumore localizzato di età maggiore di 70-75 anni, o con estensione extracapsulare la radioterapia rappresenta la terapia d’elezione. Il trattamento ormonale viene riservato ai pazienti metastatici o con ripresa di malattia dopo trattamento con intento radicale.


A cura di

Dott. Enrico Meliani e Dott. Nicola Mondaini - Firenze

www.nicolamondaini.it

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