Ipospadia: sintomi, cause e trattamento

Malformazione congenita in cui il meato dell’uretra non sbocca al vertice del pene, ma in un punto qualunque della faccia inferiore del pene tra il glande e lo scroto. Più il meato dell’uretra è posto verso lo scroto, più il pene è ricurvo. Il prepuzio non è completo, ne manca il versante inferiore.

L’ipospadia ha una frequenza di 1 – 8 bambini su 1000.

Sintomi

Il bambino è assolutamente asintomatico. Tale malformazione non ha ripercussioni sullo stato di salute generale del bambino e non provoca problemi per la fuoriuscita dell’urina, salvo determinare un’anomala direzione del getto urinario e, in età adulta, dello sperma.

Cause

L’ipospadia è il risultato di difettoso sviluppo dell’uretra durante la vita fetale. Le cause di tale anomalia di formazione non sono note.

Esami da effettuare

La diagnosi è evidente sin dalla nascita. Una visita specialistica da parte dell’urologo permette di confermare la presenza di tale anomalia e di definire la sede del meato uretrale, che può essere a livello del glande, del pene superiore, del pene medio o, più raramente, a livello della base del pene o dello scroto. Osservando il pene in erezione è inoltre possibile stabilire se esso sia ricurvo o no. In genere all’ipospadia non sono associate altre malformazioni urologiche, quindi nella maggior parte dei casi non sono necessari ulteriori esami.

Trattamento e risultati

Il trattamento è di tipo chirurgico e prevede l’ospedalizzazione del paziente. L’età consigliata è tra 6 mesi ed 1 anno. L’intervento ha come obiettivo la ricostruzione dell’uretra mancante, la correzione dell’eventuale curvatura del pene e la ricostruzione o asportazione del prepuzio. La complicazione post-operatoria più frequente è data dalla comparsa di una fistola uretro-cutanea. La possibilità che compaia una fistola è tanto maggiore quanto più lungo è il tratto di uretra da ricostruire. È possibile che una fistola uretro-cutanea si risolva spontaneamente all’incirca nell’arco di 6 mesi, in caso contrario sarà necessario intervenire chirurgicamente.

 

A cura di

Dott. Andrea Cocci - Firenze

Dott. Vincenzo Viscusi - Napoli

Dott. Marco Falcone - Torino


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