Area Informativa - Prevenzione Secondaria
Da molti anni i pediatri hanno incluso nel loro bagaglio culturale e nella pratica clinica il concetto di “bilancio di salute” che significa controllare in periodi prestabiliti, al di fuori di malattie acute in atto, i bambini in modo globale verificando il corretto sviluppo fisico e psichico. Questa filosofia parte dal presupposto teorico che per ogni patologia esista un’età ottimale per la sua prevenzione e/o individuazione che, in genere, coincide con l’età migliore per un tempestivo intervento terapeutico. E’ un’ottica chiaramente preventiva che può essere trasferita anche a periodi più avanzati dello sviluppo (18-20) e all’età adulta.
Alla nascita è importante valutare e programmare la correzione delle anomalie dei genitali esterni. Sebbene la prevenzione di queste malformazioni non sia possibile, una accurata e scrupolosa pianificazione del loro trattamento può ridurre le ripercussioni psicologiche che ne potrebbero conseguire. Tra queste merita senza dubbio un posto di primaria importanza l’ipospadia, cioè l’apertura del meato uretrale esterno in una sede diversa da quella abituale all’apice del glande, lungo il decorso dell’uretra, che rappresenta il difetto neonatale di più comune riscontro negli USA (1:125 neonati maschi), con una prevalenza in aumento negli ultimi decenni.
Il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto di uno o entrambi i testicoli, va controllata scrupolosamente e trattata nei tempi corretti, in quanto può associarsi ad importanti ripercussioni sulla spermatogenesi (soprattutto se bilaterale) e comporta un maggior rischio di tumore testicolare. In genere, e se indicato dalla posizione del testicolo, può essere attuato inizialmente un trattamento farmacologico, seguito dal riposizionamento chirurgico della gonade nello scroto (meglio se entro i due anni di vita) se nel frattempo non è avvenuta la discesa del testicolo.
La fimosi, cioè la chiusura della pelle del prepuzio, rappresenta una difesa nel bambino naturalmente incontinente. Quando il bambino viene svezzato dal pannolone (generalmente tra il secondo e terzo anno di vita) si deve valutare ed eventualmente trattare la sua persistenza: il 70% dei casi guarisce con l’applicazione di creme a bassissimo contenuto di cortisone, negli altri casi è consigliata la circoncisione. Sconsigliate le manovre di scoprimento traumatiche, che causando lesioni determinano ulteriore retrazione cicatriziale. La persistenza della fimosi fino all’età adulta può essere responsabile di alterazioni nel comportamento sessuale con ripercussioni psicologiche anche importanti e , impedendo una corretta igiene del glande , può favorire infezioni. Da sottolineare che la persistenza della fimosi e le infezioni del prepuzio sono fattori di rischio per le neoplasie del pene.
Entro i 6 anni dovrebbero essere rivalutati e risolti i problemi testicolari e le fimosi le cui caratteristiche non mostrano possibili soluzioni naturali. In particolare il testicolo retrattile, così detto “in ascensore” dovrebbe essere va valutato con attenzione perché vi sono evidenze che possa essere responsabile di un danno riproduttivo nella vita adulta e, comunque, essere una delle più frequenti cause della torsione del funicolo spermatico, una vera emergenza andrologica da risolversi chirurgicamente in poche ore. Si presenta, nella maggioranza dei casi, con un dolore improvviso, acuto al testicolo e/o all’addome senza una causa apparente (spesso si presenta durante il sonno).
Al momento della pubertà (attorno ai 12-14 anni), periodo che generalmente sfugge all’osservazione medica per una maggiore difficoltà psicologica nell’approccio al bambino che sta cambiando rapidamente, che non si mostra più nudo ai genitori e che godendo di buona salute non viene visto dal medico, è opportuno valutare eventuali aspetti anomali di questa fase: ritard, precocità, anomalie della pubertà, che non sempre comunque necessitano di trattamento, in quanto molte situazioni si risolvono spontaneamente col tempo. Spesso in questo periodo è presente un aumento del volume mammario, la ginecomastia, che può anche associarsi a modesto dolore e disagio psicologico: rappresenta per lo più un fenomeno tendente a risolversi spontaneamente entro 1 o 2 anni e legato alle modificazioni ormonali di questo periodo, che comunque dovrebbero essere attentamente valutate dal medico. In questa delicata fase in cui si forma gran parte dell’identità sessuale dei giovani è importante valutare anche l’aspetto psicologico onde cogliere precocemente eventuali disagi, sofferenze o false aspettative che potrebbero condurre ad alterazioni della vita di relazione in epoche successive.
Dalle statistiche delle visite effettuate nei bambini di 14 anni , emerge che in questo momento sono diagnosticabili sia il varicocele che il recurvatum penieno. Il trattamento di queste patologie è legato allo stadio della pubertà e ad una serie di valutazioni accurate che lo Specialista Andrologo effettuerà sul bambino prima di intervenire chirurgicamente.
Il varicocele, in particolare, che è una dilatazione delle vene testicolari (nella quasi totalità dei casi sono interessate le vene del testicolo sinistro), è una patologia che insorge in età adolescenziale, ma che può avere ripercussioni sulla fertilità futura: il 40% dei soggetti con problemi di fertilità è portatore di varicocele ed è stato dimostrato che le lesioni ai tessuti testicolari causate da questa malattia peggiorano con il passare del tempo. E’ chiaro che un suo tempestivo riconoscimento può condurre ad un’adeguata programmazione del trattamento e alla riduzione delle conseguenze sulla fertilità.
Attorno ai 18 anni, in vece della visita di leva, ora abolita, sarebbe opportuna l’introduzione di un ulteriore bilancio di salute. Questa visita potrebbe depistare patologie non rilevate in precedenza (tutte quelle sopra elencate) . Inoltre la diffusione ai giovani di informazioni sulle problematiche legate ai tumori del testicolo, delle notevoli possibilità di guarigione con una diagnosi tempestiva e l’insegnamento della semplice manovra di autopalpazione, data la prevalenza di questa malattia in questa fascia d’età sarebbe assolutamente auspicabile. A questo proposito dobbiamo sottolineare che sono stati registrati aumenti di incidenza di patologie anche neoplastiche dei testicoli in occidente negli ultimi anni.
Negli adulti l’opera di prevenzione del deficit erettile è tesa a ridurre i fattori prevenibili (sedentarietà, obesità, fumo di sigaretta, eccessiva assunzione di alcool, utilizzo di sostanze d’abuso) e a trattare quelli non prevenibili (diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari e neurologiche, effetti collaterali di farmaci, ipertrofia prostatica). Inoltre, come noto, la funzione erettile è ormai considerata un importante indicatore di salute maschile e non solo un evento relegato all’ambito sessuale. Infatti una deficienza della funzione erettile può precedere anche di anni una patologia molto più grave : angina pectoris, ipertensione, diabete, patologie ematopoietiche e neurologiche ecc. Non solo, ma se un uomo affetto da una di queste patologie denuncia la comparsa di una disfunzione erettiva questa è il segno di una progressione della patologia di base che metterà in allarme il Medico e che potrà correre tempestivamente ai ripari.
Per quanto riguarda invece la funzione testicolare, è ormai noto che la riduzione della produzione di ormoni sessuali maschili, che si verifica frequentemente nella terza età, configura vere e proprie sindromi (PADAM – partial androgen deficency in the ageing male e ADAM – androgen deficency in the ageing male) che comportano ripercussioni fisiche e psicologiche generali ( si rimanda agli effetti del testosterone elencati nel paragrafo dedicato alle droghe) . La precoce identificazione di questi quadri e l’adeguata terapia previene le loro complicanze a lungo termine.
In conclusione la prevenzione primaria e secondaria in andrologica è possibile durante tutto l’arco della vita. L’attenzione e queste problematiche, la formazione e la sensibilizzazione dei medici e la diffusione di informazioni nelle scuole (per esempio attraverso programmi di educazione sessuale), durante le visite di medicina sportiva e più in generale alla popolazione rappresentano gli strumenti attraverso cui attuare adeguati programmi preventivi
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