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2004: Facciamo due conti

2004: Facciamo due contiLa Settimana di Prevenzione Andrologica nasce nel lontano 1999 dalla considerazione che in Italia si dovesse approntare una operazione per portare a conoscenza della popolazione generale le problematiche dell’apparato genitale maschile e la possibilità di disporre di un medico esperto nel settore, cioè l’Andrologo.
In particolare, l’idea nasceva dal constatare che la Settimana della Prevenzione Andrologica si collocava e si colloca al centro di uno scenario che vede preminenti: (1) un’elevata prevalenza dei problemi andrologici nella popolazione, (2) la disfunzione erettile (DE), come patologia trainante e che negli ultimi anni è emersa come fortemente prevalente e in grado di incidere negativamente sull’intera società civile, ma che oggi può essere vista diversamente anche alla luce della messa in commercio di farmaci veramente efficaci, (3) la comunicazione medico-paziente, che mostra notevoli “buchi neri”.
In particolare, se consideriamo che i dati epidemiologici evidenziano fra le principali patologie andrologiche la DE, le altre disfunzioni sessuali, il varicocele, l’infertilità, la induratio penis plastica, si ottiene che il numero potenziale di cittadini interessati ad una visita andrologica, soprattutto se svolta precocemente, oltrepassa i cinque milioni.
Il secondo aspetto è rappresentato dalla prevalenza della DE e delle patologie che questa condizione sottende: si calcola che nel mondo più di cento milioni di uomini soffrano in modo più o meno grave di DE ed in Italia, considerando che la popolazione maschile è di 27.457.080, facendo una proiezione su dati epidemiologici per deficit erettile (DE = 12,8% in media), otteniamo che oltre 3 milioni (3.440.041) sono i soggetti interessati. Infine, vari studi condotti sulla comunicazione medico-paziente evidenziano come difficilmente maschi con disfunzioni sessuali o in condizioni di infertilità si rivolgono al medico, in generale, e all’Andrologo. Ed un’ultima considerazione nasce dalla scomparsa delle visite mediche connesse con il servizio di leva. A questo punto: chi visiterà i maschi italiani?

Da tutto ciò è derivato il Progetto La Settimana della Prevenzione Andrologica (SPA), che ha previsto per la popolazione generale l’accesso ad una visita andrologica gratuita, nell’arco di una settimana, presso numerosi centri andrologici, pubblici o privati, in cui sia presente un iscritto alla Società Italiana di Andrologia (SIA). Questo ha permesso di fare emergere quei pazienti con patologie congenite o acquisite dell’apparato riproduttivo e sessuale maschile (non solo la DE), che per vari motivi (ignoranza, disinformazione, timidezza, scarsa confidenza) non si rivolgono all’Andrologo. Molte persone, infatti, spesso, mantengono il proprio problema nel loro intimo, sviluppando ansie e fobie di ogni tipo; raramente ne parlano ai Medici di Medicina Generale, o preferiscono rivolgersi direttamente ad un altro specialista, talora non competente in materia. In molti casi, il sintomo genitale o sessuale è l’indicatore di una patologia sottostante. Il progetto della Settimana della Prevenzione Andrologica ha inteso, fra l’altro, avviare una vera e propria Operazione Vaso di Pandora. Attraverso tale campagna si è tentato di scoprire un coperchio: una anomalia o un disturbo andrologico o sessuologico possono non essere riconosciuti di per sé stessi o nascondere in sé una serie di patologie organiche, quali flogosi e infezioni genitali, ipertensione, diabete, depressione, traumi spinali, postumi di interventi addominali, reumopatie, dislipidemie ed altro ancora...

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